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INTERVISTA A BOMBER DAINELLI



Si parla tanto del famoso record di Angelillo con i suoi irraggiungibili 33 goal in serie A. E allora ci pare il caso di parlare anche dei 53 goal di Marco Dainelli (nella foto): non li ha fatti in serie A, ma li ha pur sempre fatti in una stagione. E sono tanti. Lo vedi e tutto ti sembra strano: non si dà arie, Marco, non ha il gel né tatuaggi. Per fortuna. Anche se nel mondo di oggi un altro al suo posto camminerebbe a dieci metri da terra. Lui è diverso, forse perché sa che l'umiltà è la miglior ricetta per ottenere certi risultati e per dare completezza al talento che a lui sicuramente non manca. Ma andiamo con ordine: Marco, raccontaci di questo mare di goal?
In tutto ne ho fatti 53, 45 nel campionato Giovanissimi B che è la mia categoria e 8 con i Giovanissimi regionali ai quali a volte vado a dare man forte, benché siano un anno più grandi di me. Sono contento perché penso sia un bel risultato e l'ho ottenuto divertendomi.
Ma come fai a segnare così tanto? Qual è il tuo colpo preferito?
Cerco di intuire dove potrà finire la palla e cerco di individuare il modo migliore per metterla nel sacco. Non è che mi metto lì a ragionare, tutto mi viene sostanzialmente spontaneo. Credo sia il cosiddetto fiuto del goal. Segno un po' in tutti i modi: di piede, di testa o di rapina. Certo, so che i goal quando si è ragazzi valgono fino ad un certo punto. Io comunque cerco di fare sempre del mio meglio per la squadra, per questa Società che mi ha dato tanto e poi anche per soddisfazione personale.
Cosa devi al Pontassieve calcio?
Ho sempre giocato qui, fin dall'età di sei anni. Questo significa che, al di là del mio talento, il Pontassieve mi ha insegnato l'arte del giuoco del calcio, mi ha insegnato a stare in campo, mi ha insegnato a vivere con serietà questo sport, ad avere uno stile di vita di un certo tipo e ad affinare le mie doti. Per questo ringrazio tutti quelli che mi hanno allenato dalla Scuola calcio ad oggi ed in particolare mister Ceri che ho avuto quest'anno e che mi ha aiutato a tirare fuori le mie qualità. Ringrazio anche la Dirigenza che crede in me e che mi dà fiducia.
A proposito di Dirigenza, di fiducia e di futuro. Dove giocherai il prossimo anno? Uno come te deve essere un boccone appetitoso per molti...
Non lo so, ma credo e spero di giocare ancora qui a Pontassieve. Voglio fare le cose con calma. Ho visto tante persone segnare un'infinità di reti, approdare nel vivaio di qualche squadrone con grandi ambizioni e poi svanire nel niente. Non voglio farmi illusioni, ma solo giocare con il massimo impegno e valutare di volta in volta le occasioni che mi si presenteranno.
Ma qualcuno ti avrà pur cercato e testato...
Sì. Quest'anno ho fatto un provino per il Brescia e proprio di recente per la Juventus con cui ho disputato un torneo importante a Campagnatico, in provincia di Grosseto, con Inter, Sampdoria, Maccabi, Grosseto e Siena. E' stata una bellissima esperienza, abbiamo fatto tre partite e, benché non abbia fatto goal, penso di aver giocato bene. Vediamo poi cosa succede. Al momento sono un giocatore del Pontassieve, un ragazzo giovane che ama questa maglia e che vuole crescere facendo i passi nei tempi e nei modi giusti.
Appunto, rimaniamo all'oggi: sei contento di aver vinto il trofeo Pizzaballa?
Contentissimo. Giuliano Cortini, in arte Pizzaballa, è una figura storica per tutto il paese, uno di quei tifosi che non abbandonano mai la squadra e che ti fanno proprio venire voglia di impegnarti e di dare il doppio in campo. Questo trofeo lo ha sostanzialmente inventato lui e da 16 anni appassiona tutti e viene vinto da giocatori che in un modo o nell'altro fanno sempre la loro strada. Vincerlo per me è motivo di orgoglio e spero che mi porti fortuna.
Sei forte, Marco. Continua così, con questa gioia di giocare a calcio e con questa umiltà. Qualcuno dice che sei fin troppo modesto... ma è vero che hai fatto sette goal in una sola partita?
Sì, è vero. Ma se io segno così tanto il merito è anche dei miei compagni e del mister che mi mettono nelle condizioni di farlo. Insomma, sono cose che succedono se tutto in una squadra funziona per il verso giusto.
Già, sono cose che succedono... ci auguriamo che a Marco succeda quello che è accaduto ad alcuni grandi campioni sportivi per essere un esempio positivo per tanti giovani. Per ora in bocca al lupo, forza Marco e forza Ponte!!!

6/6/2010

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